Achille Maccapani Blog

agosto 28, 2009

Novità estive

Filed under: Uncategorized — achillemaccapani @ 4:00 pm

Quello dell’estate si è rivelato davvero un periodo molto intenso.
Anzitutto l’inizio della collaborazione con “La poesia e lo spirito”, una rivista letteraria in rete che propone diversi spunti di riflessione, davvero di elevata qualità. Da un articolo pubblicato, è anche scaturita la proposta di redigere un nuovo libro, diverso dai miei precedenti: ho passato il tempo libero a rileggere manuali di storia, saggi monografici dedicati al Novecento, al periodo tra le due Guerre, a ripensare ad un’epoca nella quale non esistevano Internet, Facebook, Msn, Chat, Sms, chiavette e altre diavolerie, ma dove i problemi per sopravvivere alle bombe non mancavano. Ovviamente non posso svelare il contenuto specifico del libro (che non sarà un romanzo in senso stretto, ma potrebbe avvicinarsi ad esso), ma direi che rientra in quella strana categoria degli “ONI”, cioè degli “Oggetti Non Identificati”, sulla quale il dibattito in rete tra gli scrittori è molto forte (mi riferisco al saggio pregevole di WuMing1 sulla “New Italian Epic”, ma non solo…).
Ho anche riveduto e sforbiciato, dunque editato, un altro romanzo, attorno al quale ho lavorato durante i primi mesi di quest’anno.
Sto raccogliendo un po’ di materiali giornalistici per un progetto che mi frulla in testa. Ma è ancora presto per dire “cosa” realmente farò.
E poi… le letture. Tante.
Anzitutto, un romanzo monstre, ma di indubbia presa: “Settanta” di Simone Sarasso. Ero già impazzito per “Confine di Stato” (da poco riedito nei Segretissimi Mondadori, forse si trova ancora nelle edicole), ma debbo ammettere che l’autore novarese ha superato se stesso, ha sviluppato una capacità narrativa a più fronti che tende in parte ad allontanarsi dal modello di Ellroy, ma recepisce in modo personale la lezione di De Cataldo e Genna. Ora non voglio dire che se si vuole capire le ragioni dei “misteri d’Italia”, quello è il romanzo perfetto: ma una chiave di lettura, con molte licenze narrative, e con tanto gusto cinematografico e realismo, interessante e fortemente coinvolgente.
Un altro libro che mi è molto piaciuto è stato l’esordio del trio di scrittori sardi Elias Mandreu. “Nero riflesso” (Il maestrale) è una felice sorpresa, un thriller che racconta la Sardegna degli ultimi anni, una visione del recente decennio di un’isola / regione a statuto speciale, dalle tinte fosche, oscure, e con una rete di ramificazioni inquietanti. Il sistema di narrazione a più percorsi alterni, peraltro, oltre a rivelarsi come un orologio svizzero, è riuscito ad inchiodarmi, costringendomi a verificare cosa diavolo stesse accadendo. Una sensazione simile l’avevo provata solo con “La città perfetta” di Angelo Petrella. Ma se “Nero riflesso” è leggermente meno violento dell’ultimo romanzo di Petrella, apre comunque uno squarcio sulla storia criminale di certa provincia italiana, più conosciuta per la Costa Smeralda, per i locali di Briatore, e non per le vere problematiche che si annidano nella Sardegna.
E poi…
Sto leggendo uno strano ma curioso romanzo di formazione piemontese. Si chiama “L’urlo nel pozzo”, è il primo romanzo di Lily Manassero (editore Araba Fenice), e mi sta coinvolgendo non poco. Ma è ancora presto per esprimere impressioni.
Notevole invece è la capacità descrittiva di una provincia ravennate, fatta di acquitrini, zanzare, risaie infinite, tipiche di certo basso ferrarese delle campagne tra Emilia e Romagna, che emerge da “Il bambino che fumava le prugne” di Luca Ciarabetti (anch’esso, guardacaso, edito da “Il maestrale”); sto continuando, sia pure a spizzichi e bocconi, a leggerlo, ed è veramente interessante scoprire, anzi, ritrovare da queste pagine, un mondo che già conoscevo dai tempi dell’infanzia, e che rivive con un’intensità e capacità descrittiva veramente notevole.
Ci sono altri libri sullo scaffale di casa che vorrei riuscire a leggere. Tra cui, primi nella lista, “Il cerchio muto” di Gianfranco Nerozzi (Editrice Nord) e “L’estate di Montebuio” di Danilo Arona (Gargoyle Books), quest’ultimo ambientato dalle parti di Busalla.
Per fortuna, debbo ammettere con ottimismo, ci sono molti titoli di narrativa italiana (non necessariamente quelli resi famosi dai media) che mi interessa leggere. Anche quelli di prossima uscita, come il nuovo di Giacomo Revelli in uscita per Frilli (davvero un capolavoro, il suo “A10” edito da Ennepilibri!).
Dimenticavo: sto riuscendo a leggere, cian cianin, anche la riedizione e riscrittura di “Via del Campo” di Fabio Beccaccini, che Frilli ha pubblicato in super economica un paio di settimane fa.

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