Achille Maccapani Blog

novembre 29, 2009

L’incontro di presentazione del romanzo a Ventimiglia

Filed under: Uncategorized — achillemaccapani @ 12:04 am

Ieri pomeriggio, sabato 28 novembre, ho presentato il romanzo “Confessioni di un evirato cantore” presso l’Hotel Posta di Ventimiglia (Imperia). La prima data ligure, dopo parecchie settimane di distanza da quella di Inzago. Assieme a me, due compagni di viaggio: Diego Marangon, attore, regista teatrale, titolare della Libreria Casella della città di confine italofrancese, e Daniela Gandolfi, archeologa, saggista, coordinatrice di numerose monografie e opere di divulgazione storica, e soprattutto grande lettrice di libri (e che ringrazio per l’amicizia mostrata in questa occasione).
La scelta voluta è stata quella di presentare il romanzo in una cornice raccolta, nel cuore del centro cittadino: quella dell’Hotel Posta di Claudio e Fabio Olivieri, due albergatori giovani e dinamici, persone capaci di grande spirito imprenditoriale, e impegnati sui vari fronti, come ad esempio l’Agosto medievale di Ventimiglia.
Questa, come tante altre che si svolgono nelle varie città, è stata una presentazione privata, in luogo privato, ma aperto a tutti. Eppure, nonostante la scarsa pubblicità dovuta alla contemporaneità di tre eventi previsti nello stesso pomeriggio in città, debbo ammettere che è andata bene.
Durante il dibattito ho semplicemente cercato di raccontare le origini di questo romanzo, le ragioni di una ricerca storica sviluppatasi da parecchi anni, e nel contempo le numerose letture fatte. Mi ero portato da casa un po’ di libri, quelli che mi erano serviti per le ricerche, e che cito volutamente nella bibliografia posta al termine del romanzo. Non tanto per una ragione di sciovinismo, quanto per far comprendere al pubblico che lo sviluppo narrativo del romanzo, per quanto determinato da ragioni di drammatizzazione, proveniva da vari documenti storici, citazioni, riferimenti letterari, di ricerca storiografica, epistolari, lettere, riferimenti. Proprio poche ore prima dell’incontro, mi era capitato di risfogliare l’epistolario veneziano di Pompeo Molmenti, edito da Supernova (piccola casa editrice della città lagunare), e le lettere di Ugo Foscolo ad Antonietta Fagnani Arese, e in quei momenti riemergevano i ricordi di quelle letture, dei numerosi spunti colti qua e là, e che – debitamente rielaborati – si sono sviluppati all’interno della trama di questo romanzo.
Ovviamente l’esito finale di questo lavoro, per quanto visto favorevolmente da me, per il fatto di vederlo concluso e stampato in un volume, non può essere giudicato da chi l’ha scritto, ma dal lettore. Sinceramente credo che il lavoro di scrittura, riscrittura, ripensamenti, editing, rivalutazioni, calibrazioni delle frasi, delle scene chiave, anche a costo di duri sacrifici e dubbi continui, possa essere servito. Anche se so benissimo che non si smette mai di migliorare nel percorso di scrittura.
Proprio sotto questo profilo, la conferenza di ieri a Ventimiglia mi è servita per ribadire che questo non è un romanzo introspettivo (come ho letto da qualche parte), ma è un romanzo civile, che parla dei numerosi sconvolgimenti storico-politici dalla fase finale del regno di Maria Teresa d’Austria alla prima invasione di Napoleone, dal governo provvisorio di Cocastelli al ritorno di Bonaparte (successivo alla campagna di Russia), dalla restaurazione del Congresso di Vienna fino ai primi e timidi segnali di una Milano che si prepara a fare i conti con i moti carbonari. Quasi ottant’anni di storia lombarda e italiana, in un’ottica internazionale, vissuti attraverso la straordinaria vicenda personale del cantante lirico Luigi Marchesi, “evirato cantore” bollato senza mezzi termini da Ugo Foscolo nei “Sepolcri”, protagonista di questo romanzo, le cui vicende personali non erano mai state, finora, per motivi a me sconosciuti, affrontate sul piano narrativo.
Rispetto a Farinelli, a Senesino, e ad altri sopranisti, Farinelli si differenziò perchè operò su una scena teatrale musicale di epoca tardiva al fulgore dei “castrati all’opera”, e oltretutto quasi contemporanea alle nuove tendenze in atto, senza riuscire ad inserirsi al momento giusto sulla scia giusta, anche a causa dei rapporti non eccelsi con Lorenzo Da Ponte (il librettista della trilogia italiana di Mozart), dovuti agli scontri dialettici con la sua amante storica, il soprano Nancy Storace.
Non ci siamo nemmeno accorti del fatto che l’ora di dibattito sia volata via in un battibaleno. E soprattutto che, mentre firmavo le varie copie ai numerosi presenti intervenuti (che ringrazio uno per uno), il ricco buffet nella hall dell’Hotel sia stato molto gradito.
Insomma, è andata bene.
Ed ora… alla prossima presentazione, che dovrebbe svolgersi a Dolceacqua, la città del Rossese, del ponte romano e di quell’incredibile castello dei Doria, scenario di battaglie, lotte amorose e quant’altro.

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