Achille Maccapani Blog

gennaio 4, 2010

La recensione dell’Evirato sul “Corriere nazionale” del 3 gennaio 2010

Filed under: Uncategorized — achillemaccapani @ 11:08 am

(Davvero bella, sorprendente e molto toccante, questa recensione che Marino Magliani ha dedicato al romanzo “Confessioni di un evirato cantore”, pubblicata nella pagina culturale del “Corriere nazionale” del 3 gennaio 2010. La riporto integralmente, sperando di fare cosa gradita ai lettori. Colgo l’occasione per ringraziare la direttrice Stefania Nardini, per l’ospitalità concessa, e Marino per questa lieta sorpresa di inizio 2010. A.M.)

Il romanzo di Achille Maccapani, “Confessioni di un evirato cantore”(ed. Frilli ) ha una copertina assai massimalista e nello stesso tempo intima. Un po’ come la storia che ci racconta Maccapani per dirla tutta. Abbandoniamo i delitti di Dolceacqua, l’io narrante stavolta, è quello di Luigi Marchesi, un cantore che oggi sarebbe una star, con la sua vita dissacrata, genio e sregolatezza, riscatti, pentimenti, consolazioni. E parecchio sesso.Marchesi ci getta fin da subito nella mischia di unincontro amoroso, e ci porta a spasso per ponti e palazzi e teatri, lasciandoci alla fine con un rimorso: non aver la possibilitá di dar in cambio una di queste stagioni piene di rumore e di grigiori per una notte nel diciottesimo e diciannovesimo secolo. Dentro tutto questo: una cultura musicale immensa, quella di Maccapani, che ci concede citazioni e cifre, dissertazioni alte, senza annoiarci neanche un po’, e quando lo fa lo fa per poco, perché Marchesi é unmandrillo, e questo l’ho detto ma bisogna ribadirlo: Marchesi é un vero e propriomandrillo. Evirato per esaltarne la classe e le doti canore, si direbbe, cosa che gli permette prestazioni sessuali sicure, e soprattutto cosa di cui la buona noblesse femminile italiana e internazionale vien presto a sapere. Sterile ma generosissimo, e disponendo selvaggiamente ma da galantuomo qual è, non sempre, di tanta virtù, il nostro eroe, tra un’impalmata e un canto e l’altro, ci fa incontrare gli spettri napoleonici, e ci racconta le cose come da dentro un confessionale. Vecchio e malato, infatti, il Marchesi si confessa e un prete l’ascolta. E’ il momento in cui avviene lo stacco e si passa dalla mondanità all’intimitá di cui si diceva, al riscatto che cerca l’uomo.

Marino Magliani

Corriere Nazionale – 3 gen 2010

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